|
|
|
 |
|
|
|
.:
PREMESSA :. |
|
Le autocostruzioni di circuiti, con il metodo
della fotoincisione, nel digitale permettono la realizzazione di
vari progetti con un notevole risparmio di denaro. |
|
|
|
.:
COS'E' LA FOTOINCISIONE :. |
|
E' un processo di realizzazione dei circuiti
stampati mediante un MASTER fotografico ed uno strato
fotosensibile. Essa da un aspetto professionale ai propri circuiti
elettronici.
Sarà così possibile realizzare più esemplari del proprio
circuito stampato, raggiungendo uno spessore minimo delle
piste di 10 mils cioè 0,25 mm.
Tanto più definita sarà la pellicola MASTER, tanto
più saranno definite le piste, che potranno essere quindi
più sottili, come gli altri disegni serigrafici (ad esempio
l'indicazione "1" vicino al pin di un chip), riducendo le
dimensioni finali del circuito stampato. La fotoincisione
permette di raggiungere degli ottimi risultati, anche se
molto dipende dalla qualità dei materiali usati.
A livello amatoriale è sempre difficile
raggiungere (con poca spesa) dei buoni risultati, ma dopo
una prima fase di prove per ottimizzare diversi fattori, la
qualità dei circuiti stampati sarà eccellente. Il
procedimento di fotoincisione spiegato vale per un circuito monofaccia, ma può essere facilmente esteso ad un circuito
stampato a doppia faccia. |
|
|
|
.:
MATERIALI OCCORRENTI :. |
- Basetta ramata (normale o presensibilizzata);
- Spray fotosensibile positivo (necessario solo se si usa una
basetta ramata normale);
- Rivelatore per fotoincisioni;
(soda caustica);
- Cloruro ferrico (comunemente chiamato acido);
- Lampadina da 100W;
- Lastrina di vetro;
- Circuito da realizzare stampato su carta lucida;
- Piatto di plastica fondo;
- Bacinella di plastica (ATTENZIONE! dopo il nostro uso sarà
inutilizzabile per altro);
- Alcool Etilico;
- Cotone idrofilo.
|
|
I primi 4 materiali occorrenti sono reperibili presso i negozi
di elettronica. |
| |
|
.:
PREPARIAMO L'OCCORRENTE :. |
|
Prima di iniziare è bene prepararsi il tutto. Per prima cosa
stamperemo il nostro circuito sul foglio di carta lucida e, se il
rivelatore che abbiamo comprato è allo stato solido, lo scioglieremo
nella quantità d'acqua riportata sulle istruzioni. Procederemo allo
stesso modo con il cloruro ferrico. ATTENZIONE! Prestare la
massima attenzione nel manovrare quest'ultimo in quanto macchia
irrimediabilmente tutto quello su cui si posa. |
| |
|
.:
PREPARIAMO LA BASETTA :. |
|
Se abbiamo acquistato una basetta presenzibilizzata possiamo
saltare al passo successivo. Con un pò di cotone imbevuto di
alcool sgrassiamo la superfice ramata della basetta. Questa non
dovrà più essere toccata con le mani. Adesso dovremo spruzzare sulla
superfice della basetta lo spray fotosensibile; questo deve essere
fatto in ambienti privi di polvere. per fare ciò appoggiamo la
basetta per esempio su dei fogli di giornale e diamo 2 spruzzate
uniformi tenendo lo spray ad una ventina di centimetri dalla
superficie. Fatto questo dovremo aspettare che a vernice si asciughi
al buio per circa un ora. |
| |
|
.:
PREPARIAMO IL SANDWICH :. |
|
Prendiamo la nostra basetta (se abbiamo comprato quella
presensibilizzata toglieremo la pellicola nera di protezione) e
appoggiamo il circuito precedentemente stampato su carta lucida.
Sopra a questo appoggeremo il vetro (questo, con il suo peso,
renderà il foglio di carta lucida aderente alla basetta). Il
risultato sarà un sandwich a tre strati, nell'ordine: basetta,
lucido, vetro. |
| |
|
.:
ILLUMINIAMO :. |
|
Ad una distanza di circa 20cm mettiamo la lampadina da 100W. Una
volta accesa, dobbiamo stare attenti che la luce sia centrata sulla
basetta. Lasceremo la basetta "illuminata" per circa 45 minuti.
|
| |
|
.: RIVELIAMO IL CIRCUITO :. |
|
Riempiamo il piatto di plastica con il rivelatore ed
immergiamoci la basetta. Quindi agitiamo il piatto, vedremo la
vernice fotosensibile staccarsi dalla basetta, sino a far rimanere
su di essa la "fotografia" (ecco perchè fotoincisione) del circuito
presente sul foglio lucido. |
| |
|
.:
ULTIMO PASSO :. |
|
Posiamo la basetta dentro la bacinella e riempiamo quest'utlima
di cloruro ferrico fino a ricoprirla completamente. In questo modo
l'acido corroderà la parte della superfice ramata non coperta dalla
vernice. I tempi di corrosione variano in base alle temperatura
presente; riscaldando l'acido o agitando la bacinella si accelera il
processo di corrosione. E' consigliabile, a intervalli di tempo non
troppo lunghi, tirare fuori la basetta dall'acido e verificarne lo
stato della corrosione. |
| |
|
.:
CONCLUSIONE :. |
Finita la fase di corrosione sciacqueremo la basetta con
dell'acqua. (attenzione agli schizzi che contengono acido e a
contatto con gli occhi possono essere nocivi o se a contatto con i
vostri vestiti macchiano in modo irreparabile). Non ci rimane
che eliminare la vernice rimasta e se necessario fare i buchi per
inserire i componenti. |